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18/02/2008
Emicrania, disagio certificato
Ne soffrono sei milioni d’italiani, donne e uomini in rapporto tre a uno, ma per certi versi è una malattia "invisibile". Eppure l’emicrania ha un impatto pesante sulla qualità della vita, lavorativa, sociale, affettiva, tanto più che colpisce soprattutto in anni decisivi, dai 25 ai 50. Non stiamo parlando del comune e saltuario mal di testa, bensì di quella forma che attanaglia con crisi molto intense e frequenti, della durata di ore e persino giorni, caratterizzate da dolore pulsante e violento. E’ però solo negli ultimi anni che viene riconosciuta come malattia disabilitante, una patologia che la stessa OMS ha classificato tra le prime venti per disabilità. Un carattere recepito ufficialmente anche nel nostro paese dalla Regione Lombardia che, per ora unica, ha riconosciuto già dall’anno scorso alle cefalee primarie tra cui l’emicrania la possibilità di ottenere un’invalidità civile, graduata dall’uno al 46% a seconda del tipo e della frequenza degli attacchi, consentendo tutele lavorative per le forme più gravi. Con la relativa Circolare è stata inviata alle ASL la tabelle di valutazione dell’invalidità che costituisce un aggiornamento delle precedenti, in quanto recepisce i più recenti criteri internazionali di classificazione della malattia e del suo impatto, secondo l’International Headache Society (IHS). Un convegno a Milano ha fatto il punto sui criteri di valutazione della patologia, anche in vista della possibile estensione dell’iniziativa ad altre regioni italiane.

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